Non sorrido e non piango, respiro piano, è un sentimento strano,
una chimica naturale e rara, quella che mi unisce a te ora,
non potevo sapere che quella mano pesante,
sulla mia testa, potesse trasmettere tutto questo in un istante.
Eppure mi ritrovo qui, in un luogo che tu hai costruito,
e mentre tutti aspettano di ereditare ciò che hai lasciato,
eredito giorno per giorno la tua essenza,
ho sempre pensato di somigliarti, ho sempre pensato
di voler essere uomo come te, di voler scoprire la vita vivendola,
di voler sudare, ho sempre pensato che la cosa più bella da fare
fosse costruire qualcosa di autentico e vero, con i pochi strumenti concessi.
Adesso che ho capito che ciò che ho costruito,
sono semplicemente io, adesso che la poesia è nella mia mente,
adesso comprendo, il significato e l'emozione delle tue parole,
mentre poggiavi quella mano pesante dicevi:
'u vastuneddu da me vicchiania'.
Adesso, più che mai, so di non somigliarti,
perchè so di essere te, e so da dove arriva
la poesia e l'ironia che musicano
questa bellissima esperienza .
Grazie Tino...
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martedì 16 febbraio 2010
martedì 14 ottobre 2008
10ago2k8
Scrivo tutto quello che mi passa per la testa, sto ascoltando un po’ di musica prendendo un po di aria umidissima in una ventosissima nottata d’agosto, in un luogo di certo non immaginato da esseri divini, ma casualmente interessante, c’è il mare, neanche troppo vicino, c’è una spiaggia, e tanto spazio… per pensare.
A cosa penso, non lo so, la mia mente è in tempesta come questo mare, i pensieri arrivano a riva ma sono presto sopraffatti da altri , in cielo i ricordi luccicano ancora ma non riesco a distinguerli. No, tu non ci sei, e non ci sei mai stata, e chissà se mai ci sarai.
A cosa penso, non lo so, le mie ossa diventano spugna, sono piene di umidità, mi convinco sempre più di essere saturo di troppa realtà, ho bisogno di andare di muovermi, e invece giaccio a terra e le mie gambe sprofondano nella sabbia, ed ogni granello fa il suo dovere, senza risparmiarsi.
E’ vero tante cose non vanno, non c’è da stupirsi dicono in tanti… ma io mi stupisco, forse sono ancora vivo, e non voglio, non voglio, arrendermi, vorrei pensare più a me, ma non riesco a mettermi al centro di un mondo troppo più grande di me.
Ed ogni giorno che passa, è un giorno in meno, ed ogni giorno che passa, è un giorno in meno, ed in fondo, siamo solo animali, e lo sono anche io, ma voglio mantenere un dubbio, voglio amare i miei respiri, voglio amare i miei pensieri, voglio sentire ogni giorno la bellezza delle cose, di tutte le cose, scoprirne ogni caratteristica, sentire l’aroma di ogni esistenza, annusare l’anima dei miei simili, ed arricchirmi della loro esistenza quelle volte in cui esistono per davvero.
E’ questo in fondo ciò che ho sempre fatto, ma purtroppo il mondo attorno a me è diventato un po’ arido, la gente, tutta, ma soprattutto la gente che mi circonda, è vuota, priva di vita, priva di volontà propria, guidata da piccoli ed insignificanti eventi, e da pesanti abitudini.
Devo smetterla di cercare il massimo negli altri, forse devo cercare di bastarmi, devo essere il massimo per me, senza aspettare nessuno, devo respirare ed andare avanti, devo guardare, devo osservare, potrebbe già essere fantastico tutto ciò, in sua assenza… Facciamo in modo che quando finisce, sia la fine di qualcosa.
A cosa penso, non lo so, la mia mente è in tempesta come questo mare, i pensieri arrivano a riva ma sono presto sopraffatti da altri , in cielo i ricordi luccicano ancora ma non riesco a distinguerli. No, tu non ci sei, e non ci sei mai stata, e chissà se mai ci sarai.
A cosa penso, non lo so, le mie ossa diventano spugna, sono piene di umidità, mi convinco sempre più di essere saturo di troppa realtà, ho bisogno di andare di muovermi, e invece giaccio a terra e le mie gambe sprofondano nella sabbia, ed ogni granello fa il suo dovere, senza risparmiarsi.
E’ vero tante cose non vanno, non c’è da stupirsi dicono in tanti… ma io mi stupisco, forse sono ancora vivo, e non voglio, non voglio, arrendermi, vorrei pensare più a me, ma non riesco a mettermi al centro di un mondo troppo più grande di me.
Ed ogni giorno che passa, è un giorno in meno, ed ogni giorno che passa, è un giorno in meno, ed in fondo, siamo solo animali, e lo sono anche io, ma voglio mantenere un dubbio, voglio amare i miei respiri, voglio amare i miei pensieri, voglio sentire ogni giorno la bellezza delle cose, di tutte le cose, scoprirne ogni caratteristica, sentire l’aroma di ogni esistenza, annusare l’anima dei miei simili, ed arricchirmi della loro esistenza quelle volte in cui esistono per davvero.
E’ questo in fondo ciò che ho sempre fatto, ma purtroppo il mondo attorno a me è diventato un po’ arido, la gente, tutta, ma soprattutto la gente che mi circonda, è vuota, priva di vita, priva di volontà propria, guidata da piccoli ed insignificanti eventi, e da pesanti abitudini.
Devo smetterla di cercare il massimo negli altri, forse devo cercare di bastarmi, devo essere il massimo per me, senza aspettare nessuno, devo respirare ed andare avanti, devo guardare, devo osservare, potrebbe già essere fantastico tutto ciò, in sua assenza… Facciamo in modo che quando finisce, sia la fine di qualcosa.
mercoledì 18 giugno 2008
Quello che voglio
E' vero, tutto ciò che accade è frutto mia volonta,
se va male, se va bene, sono sempre più convinto
che sono io a volerlo.
Ogni disfatta, ogni disillusione, guardando il passato
è stata sempre preceduta dalla voglia di cambiare,
voglia che è stata presente prima di qualsiasi, seppur
piccola e breve, vittoria.
La verità, come dieci anni fa, come venti anni fa,
è che ho sempre avuto una scelta, ma non ho mai
preso una decisione.
Penso sempre a cosa fare dopo che avrò finito, certamente,
di fare quel che sto facendo, e quel che sto facendo diventa presto noioso.
Ho troppa voglia di VIVERE, poca voglia di Vincere, non ne capisco il significato, vincere su cosa, su chi? Le uniche vittorie per me sarebbero distruggere l'arroganza e l'ignoranza, distruggere GLI IGNORANTI, ovvero coloro che comandano, e invece io e tutti quelli come me li lasciamo fare, come se questo mondo non fosse abbastanza per noi .
Ora mi trovo qui, in questa terra molto nota, se prima pensavo
che sarebbe stato un modo per ricominciare,
adesso penso, che forse potrei ricominciare da dove sono nato,
ed è bastato poco per capire: non c'è alcuna differenza tra un luogo
e un altro, a parte la mia presenza.
Ed è vero, mi sento solo, ma non mi manca una donna o la compagnia, mi manca il confronto con persone simili a me, e invece mi trovo sempre ad avere a che fare con poveri pagani che credono nel dio IO, che credono di poter fare tutto copiando e rubando, che credono di essere "Vincenti" senza lavorare e senza aver merito su ciò che spacciano quale opera del loro esser furbi...
Mi spiace se a volte mi sbaglio sulle persone, che a volte possono sembrare quel che non sono, ed è vero si cambia, quindi una persona oggi spietata ieri poteva essere un giusto, il fatto è che io non sono mai riuscito ad essere spietato con nessuno, se non con me stesso e quindi se mi accorgo che una persona "puzza" tiro subito la catena dello sciacquone...
Come diceva quel tipo di quella religione, quel santone, mi pare si chiamasse cristo : "Dei giusti è il regno dei cieli"... ma dov'è sto regno??? Sono Cazzate, il regno dei giusti non è da un altra parte... il regno dei giusti, i giusti lo devono cercare in Terra, nella loro Terra.
Forse ho bisogno di cercare ancora, di andare, di continuare a muovermi,
per trovare la mia presenza ed il mio spirito, da qualche parte nel mondo. O forse devo tornare alla mia Terra e cominciare da li a fare DAVVERO ciò per cui sono nato e ciò che voglio: Creare Giustizia ed Armonia per me e per gli altri.
Ma come?
Non è questione di rinascita, è questione di nascita.
se va male, se va bene, sono sempre più convinto
che sono io a volerlo.
Ogni disfatta, ogni disillusione, guardando il passato
è stata sempre preceduta dalla voglia di cambiare,
voglia che è stata presente prima di qualsiasi, seppur
piccola e breve, vittoria.
La verità, come dieci anni fa, come venti anni fa,
è che ho sempre avuto una scelta, ma non ho mai
preso una decisione.
Penso sempre a cosa fare dopo che avrò finito, certamente,
di fare quel che sto facendo, e quel che sto facendo diventa presto noioso.
Ho troppa voglia di VIVERE, poca voglia di Vincere, non ne capisco il significato, vincere su cosa, su chi? Le uniche vittorie per me sarebbero distruggere l'arroganza e l'ignoranza, distruggere GLI IGNORANTI, ovvero coloro che comandano, e invece io e tutti quelli come me li lasciamo fare, come se questo mondo non fosse abbastanza per noi .
Ora mi trovo qui, in questa terra molto nota, se prima pensavo
che sarebbe stato un modo per ricominciare,
adesso penso, che forse potrei ricominciare da dove sono nato,
ed è bastato poco per capire: non c'è alcuna differenza tra un luogo
e un altro, a parte la mia presenza.
Ed è vero, mi sento solo, ma non mi manca una donna o la compagnia, mi manca il confronto con persone simili a me, e invece mi trovo sempre ad avere a che fare con poveri pagani che credono nel dio IO, che credono di poter fare tutto copiando e rubando, che credono di essere "Vincenti" senza lavorare e senza aver merito su ciò che spacciano quale opera del loro esser furbi...
Mi spiace se a volte mi sbaglio sulle persone, che a volte possono sembrare quel che non sono, ed è vero si cambia, quindi una persona oggi spietata ieri poteva essere un giusto, il fatto è che io non sono mai riuscito ad essere spietato con nessuno, se non con me stesso e quindi se mi accorgo che una persona "puzza" tiro subito la catena dello sciacquone...
Come diceva quel tipo di quella religione, quel santone, mi pare si chiamasse cristo : "Dei giusti è il regno dei cieli"... ma dov'è sto regno??? Sono Cazzate, il regno dei giusti non è da un altra parte... il regno dei giusti, i giusti lo devono cercare in Terra, nella loro Terra.
Forse ho bisogno di cercare ancora, di andare, di continuare a muovermi,
per trovare la mia presenza ed il mio spirito, da qualche parte nel mondo. O forse devo tornare alla mia Terra e cominciare da li a fare DAVVERO ciò per cui sono nato e ciò che voglio: Creare Giustizia ed Armonia per me e per gli altri.
Ma come?
Non è questione di rinascita, è questione di nascita.
sabato 28 febbraio 2004
Se
Se c’è una cosa degna di nota, Se.
Allora è la capacità di astrazione
Che Tino riusciva ad avere,
quando le cose non andavano com’era giusto.
In tanti lo ritenevano pessimista, o paranoico,
ma era solo un modo per
evitare che le cose andassero male,
purtroppo prevedeva le cose prima degli
altri, nella maggior parte dei casi.
Tranne in un caso, e quell’ errore gli
costava caro, giorno per giorno pagava una pena.
Ma la sua capacità di
astrazione, quel suo uscire dai suoi stessi guai, per guardarli da lontano, lo
portarono a capire che anche un’errore, che tale era, visto dall’alto poteva
essere un giovamento, un saggio disse che ciò che non ti uccide ti rende più
forte, quindi soffrire vuol dire crescere, vuol dire avvicinarsi ad un se
migliore.
E fu così che Tino se ne uscì… cercando nuovi sbagli per i quali
soffrire.
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