Certe volte ho come la sensazione che la vita, quella che poi mi rimane in testa, sia il risultato di una certosina selezione, istante per istante, della migliore immagine possibile tra le tante che il mondo mi propone.
Forse ancora più incomprensibile è quella sensazione che mi spinge a credere che il tempo non sia altro che questa combinazione e che sia quindi l'intersezione tra innumerevoli dimensioni e lo spazio finito del pensiero umano.
Forse ancora più rivoluzionario è combinare i miei pensieri in un singolo assioma: il tempo è una nostra scelta.
tinobruno.
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martedì 9 giugno 2009
venerdì 15 maggio 2009
tuttuno
sono consapevole di essere tutto e parte di tutto, ma non tutte le parti di me sono consapevoli di questo.
venerdì 14 novembre 2008
martedì 14 ottobre 2008
10ago2k8
Scrivo tutto quello che mi passa per la testa, sto ascoltando un po’ di musica prendendo un po di aria umidissima in una ventosissima nottata d’agosto, in un luogo di certo non immaginato da esseri divini, ma casualmente interessante, c’è il mare, neanche troppo vicino, c’è una spiaggia, e tanto spazio… per pensare.
A cosa penso, non lo so, la mia mente è in tempesta come questo mare, i pensieri arrivano a riva ma sono presto sopraffatti da altri , in cielo i ricordi luccicano ancora ma non riesco a distinguerli. No, tu non ci sei, e non ci sei mai stata, e chissà se mai ci sarai.
A cosa penso, non lo so, le mie ossa diventano spugna, sono piene di umidità, mi convinco sempre più di essere saturo di troppa realtà, ho bisogno di andare di muovermi, e invece giaccio a terra e le mie gambe sprofondano nella sabbia, ed ogni granello fa il suo dovere, senza risparmiarsi.
E’ vero tante cose non vanno, non c’è da stupirsi dicono in tanti… ma io mi stupisco, forse sono ancora vivo, e non voglio, non voglio, arrendermi, vorrei pensare più a me, ma non riesco a mettermi al centro di un mondo troppo più grande di me.
Ed ogni giorno che passa, è un giorno in meno, ed ogni giorno che passa, è un giorno in meno, ed in fondo, siamo solo animali, e lo sono anche io, ma voglio mantenere un dubbio, voglio amare i miei respiri, voglio amare i miei pensieri, voglio sentire ogni giorno la bellezza delle cose, di tutte le cose, scoprirne ogni caratteristica, sentire l’aroma di ogni esistenza, annusare l’anima dei miei simili, ed arricchirmi della loro esistenza quelle volte in cui esistono per davvero.
E’ questo in fondo ciò che ho sempre fatto, ma purtroppo il mondo attorno a me è diventato un po’ arido, la gente, tutta, ma soprattutto la gente che mi circonda, è vuota, priva di vita, priva di volontà propria, guidata da piccoli ed insignificanti eventi, e da pesanti abitudini.
Devo smetterla di cercare il massimo negli altri, forse devo cercare di bastarmi, devo essere il massimo per me, senza aspettare nessuno, devo respirare ed andare avanti, devo guardare, devo osservare, potrebbe già essere fantastico tutto ciò, in sua assenza… Facciamo in modo che quando finisce, sia la fine di qualcosa.
A cosa penso, non lo so, la mia mente è in tempesta come questo mare, i pensieri arrivano a riva ma sono presto sopraffatti da altri , in cielo i ricordi luccicano ancora ma non riesco a distinguerli. No, tu non ci sei, e non ci sei mai stata, e chissà se mai ci sarai.
A cosa penso, non lo so, le mie ossa diventano spugna, sono piene di umidità, mi convinco sempre più di essere saturo di troppa realtà, ho bisogno di andare di muovermi, e invece giaccio a terra e le mie gambe sprofondano nella sabbia, ed ogni granello fa il suo dovere, senza risparmiarsi.
E’ vero tante cose non vanno, non c’è da stupirsi dicono in tanti… ma io mi stupisco, forse sono ancora vivo, e non voglio, non voglio, arrendermi, vorrei pensare più a me, ma non riesco a mettermi al centro di un mondo troppo più grande di me.
Ed ogni giorno che passa, è un giorno in meno, ed ogni giorno che passa, è un giorno in meno, ed in fondo, siamo solo animali, e lo sono anche io, ma voglio mantenere un dubbio, voglio amare i miei respiri, voglio amare i miei pensieri, voglio sentire ogni giorno la bellezza delle cose, di tutte le cose, scoprirne ogni caratteristica, sentire l’aroma di ogni esistenza, annusare l’anima dei miei simili, ed arricchirmi della loro esistenza quelle volte in cui esistono per davvero.
E’ questo in fondo ciò che ho sempre fatto, ma purtroppo il mondo attorno a me è diventato un po’ arido, la gente, tutta, ma soprattutto la gente che mi circonda, è vuota, priva di vita, priva di volontà propria, guidata da piccoli ed insignificanti eventi, e da pesanti abitudini.
Devo smetterla di cercare il massimo negli altri, forse devo cercare di bastarmi, devo essere il massimo per me, senza aspettare nessuno, devo respirare ed andare avanti, devo guardare, devo osservare, potrebbe già essere fantastico tutto ciò, in sua assenza… Facciamo in modo che quando finisce, sia la fine di qualcosa.
sabato 23 agosto 2008
L'allenamento
Resisto, alle intemperie della mente
alle angherie della gente
Resisto, alla gente distratta da tutto
e concentrata su nulla
Resisto, colpo su colpo
sangue e carne pesta
Resisto, ma quando
combatto, dovresti vedere i miei occhi
Resisto, e la mia mente e il mio corpo
diventano uomo
Resisto, sempre più forte
sempre più libero
Ma quando ho finito,
il sole mi cerca, e si concentra su di me,
senza incertezza.
tinobruno
lunedì 4 agosto 2008
La Miseria

La miseria è tra quel che hai,
non tra quel che non hai.
Se vuoi eliminare la miseria,
riduci al minimo ciò che hai.
La miseria è avere,
anzichè essere.
La miseria è comprare,
anzichè vivere.
Se vuoi esser ricco,
sii ricco di te
e di chi ti accompagna.
tinobruno
non tra quel che non hai.
Se vuoi eliminare la miseria,
riduci al minimo ciò che hai.
La miseria è avere,
anzichè essere.
La miseria è comprare,
anzichè vivere.
Se vuoi esser ricco,
sii ricco di te
e di chi ti accompagna.
tinobruno
mercoledì 18 giugno 2008
Quello che voglio
E' vero, tutto ciò che accade è frutto mia volonta,
se va male, se va bene, sono sempre più convinto
che sono io a volerlo.
Ogni disfatta, ogni disillusione, guardando il passato
è stata sempre preceduta dalla voglia di cambiare,
voglia che è stata presente prima di qualsiasi, seppur
piccola e breve, vittoria.
La verità, come dieci anni fa, come venti anni fa,
è che ho sempre avuto una scelta, ma non ho mai
preso una decisione.
Penso sempre a cosa fare dopo che avrò finito, certamente,
di fare quel che sto facendo, e quel che sto facendo diventa presto noioso.
Ho troppa voglia di VIVERE, poca voglia di Vincere, non ne capisco il significato, vincere su cosa, su chi? Le uniche vittorie per me sarebbero distruggere l'arroganza e l'ignoranza, distruggere GLI IGNORANTI, ovvero coloro che comandano, e invece io e tutti quelli come me li lasciamo fare, come se questo mondo non fosse abbastanza per noi .
Ora mi trovo qui, in questa terra molto nota, se prima pensavo
che sarebbe stato un modo per ricominciare,
adesso penso, che forse potrei ricominciare da dove sono nato,
ed è bastato poco per capire: non c'è alcuna differenza tra un luogo
e un altro, a parte la mia presenza.
Ed è vero, mi sento solo, ma non mi manca una donna o la compagnia, mi manca il confronto con persone simili a me, e invece mi trovo sempre ad avere a che fare con poveri pagani che credono nel dio IO, che credono di poter fare tutto copiando e rubando, che credono di essere "Vincenti" senza lavorare e senza aver merito su ciò che spacciano quale opera del loro esser furbi...
Mi spiace se a volte mi sbaglio sulle persone, che a volte possono sembrare quel che non sono, ed è vero si cambia, quindi una persona oggi spietata ieri poteva essere un giusto, il fatto è che io non sono mai riuscito ad essere spietato con nessuno, se non con me stesso e quindi se mi accorgo che una persona "puzza" tiro subito la catena dello sciacquone...
Come diceva quel tipo di quella religione, quel santone, mi pare si chiamasse cristo : "Dei giusti è il regno dei cieli"... ma dov'è sto regno??? Sono Cazzate, il regno dei giusti non è da un altra parte... il regno dei giusti, i giusti lo devono cercare in Terra, nella loro Terra.
Forse ho bisogno di cercare ancora, di andare, di continuare a muovermi,
per trovare la mia presenza ed il mio spirito, da qualche parte nel mondo. O forse devo tornare alla mia Terra e cominciare da li a fare DAVVERO ciò per cui sono nato e ciò che voglio: Creare Giustizia ed Armonia per me e per gli altri.
Ma come?
Non è questione di rinascita, è questione di nascita.
se va male, se va bene, sono sempre più convinto
che sono io a volerlo.
Ogni disfatta, ogni disillusione, guardando il passato
è stata sempre preceduta dalla voglia di cambiare,
voglia che è stata presente prima di qualsiasi, seppur
piccola e breve, vittoria.
La verità, come dieci anni fa, come venti anni fa,
è che ho sempre avuto una scelta, ma non ho mai
preso una decisione.
Penso sempre a cosa fare dopo che avrò finito, certamente,
di fare quel che sto facendo, e quel che sto facendo diventa presto noioso.
Ho troppa voglia di VIVERE, poca voglia di Vincere, non ne capisco il significato, vincere su cosa, su chi? Le uniche vittorie per me sarebbero distruggere l'arroganza e l'ignoranza, distruggere GLI IGNORANTI, ovvero coloro che comandano, e invece io e tutti quelli come me li lasciamo fare, come se questo mondo non fosse abbastanza per noi .
Ora mi trovo qui, in questa terra molto nota, se prima pensavo
che sarebbe stato un modo per ricominciare,
adesso penso, che forse potrei ricominciare da dove sono nato,
ed è bastato poco per capire: non c'è alcuna differenza tra un luogo
e un altro, a parte la mia presenza.
Ed è vero, mi sento solo, ma non mi manca una donna o la compagnia, mi manca il confronto con persone simili a me, e invece mi trovo sempre ad avere a che fare con poveri pagani che credono nel dio IO, che credono di poter fare tutto copiando e rubando, che credono di essere "Vincenti" senza lavorare e senza aver merito su ciò che spacciano quale opera del loro esser furbi...
Mi spiace se a volte mi sbaglio sulle persone, che a volte possono sembrare quel che non sono, ed è vero si cambia, quindi una persona oggi spietata ieri poteva essere un giusto, il fatto è che io non sono mai riuscito ad essere spietato con nessuno, se non con me stesso e quindi se mi accorgo che una persona "puzza" tiro subito la catena dello sciacquone...
Come diceva quel tipo di quella religione, quel santone, mi pare si chiamasse cristo : "Dei giusti è il regno dei cieli"... ma dov'è sto regno??? Sono Cazzate, il regno dei giusti non è da un altra parte... il regno dei giusti, i giusti lo devono cercare in Terra, nella loro Terra.
Forse ho bisogno di cercare ancora, di andare, di continuare a muovermi,
per trovare la mia presenza ed il mio spirito, da qualche parte nel mondo. O forse devo tornare alla mia Terra e cominciare da li a fare DAVVERO ciò per cui sono nato e ciò che voglio: Creare Giustizia ed Armonia per me e per gli altri.
Ma come?
Non è questione di rinascita, è questione di nascita.
domenica 18 maggio 2008
Il Vero Senso Della Vita ?
La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete
tracchete il trauma è bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai
migliorando giorno dopo giorno.
Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare
in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare
del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe
scompaiono.
Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.
Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane da sfruttare
adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari
per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici,
senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè.
Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che
ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li
passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con
room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i
coglioni.
E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.
Woody Allen
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete
tracchete il trauma è bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai
migliorando giorno dopo giorno.
Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare
in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare
del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe
scompaiono.
Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.
Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane da sfruttare
adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari
per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici,
senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè.
Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che
ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li
passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con
room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i
coglioni.
E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.
Woody Allen
lunedì 31 marzo 2008
Visto che tu vuoi andare
Visto che tu vuoi andare, vai sicura non ti voltare
chiudi bene pensa ai gatti e alle riviste che ti pare...
visto che tu vuoi partire, prendi il treno all'imbrunire
vai serena e non ti stanchi, e potresti anche dormire.
visto che tu vuoi andare, vai sicura non ti voltare
porta via ogni cosa, che io possa poi scordare.
Visto che tu vuoi fuggire
non ti trattengo più "amore"
ma dammi ancora un minuto per convincerti a restare:
visto che mi vuoi lasciare
vai sicura non ti voltare
ma ricordati dei sogni, che mi devi restituire,
e gli umori e le atmosfere che mi hanno fatto amare,
ma visto che mi vuoi lasciare è inutile tergiversare
rendimi le mie parole, che ti ho detto con amore
tutte le frasi e le poesie, solamente quelle mie,
visto che mi vuoi lasciare è inutile tergiversare.
Tinobruno (prendendo in prestito un pò di rara e preziosa poesia da Rino Gaetano...)
chiudi bene pensa ai gatti e alle riviste che ti pare...
visto che tu vuoi partire, prendi il treno all'imbrunire
vai serena e non ti stanchi, e potresti anche dormire.
visto che tu vuoi andare, vai sicura non ti voltare
porta via ogni cosa, che io possa poi scordare.
Visto che tu vuoi fuggire
non ti trattengo più "amore"
ma dammi ancora un minuto per convincerti a restare:
visto che mi vuoi lasciare
vai sicura non ti voltare
ma ricordati dei sogni, che mi devi restituire,
e gli umori e le atmosfere che mi hanno fatto amare,
ma visto che mi vuoi lasciare è inutile tergiversare
rendimi le mie parole, che ti ho detto con amore
tutte le frasi e le poesie, solamente quelle mie,
visto che mi vuoi lasciare è inutile tergiversare.
Tinobruno (prendendo in prestito un pò di rara e preziosa poesia da Rino Gaetano...)
sabato 28 febbraio 2004
Se
Se c’è una cosa degna di nota, Se.
Allora è la capacità di astrazione
Che Tino riusciva ad avere,
quando le cose non andavano com’era giusto.
In tanti lo ritenevano pessimista, o paranoico,
ma era solo un modo per
evitare che le cose andassero male,
purtroppo prevedeva le cose prima degli
altri, nella maggior parte dei casi.
Tranne in un caso, e quell’ errore gli
costava caro, giorno per giorno pagava una pena.
Ma la sua capacità di
astrazione, quel suo uscire dai suoi stessi guai, per guardarli da lontano, lo
portarono a capire che anche un’errore, che tale era, visto dall’alto poteva
essere un giovamento, un saggio disse che ciò che non ti uccide ti rende più
forte, quindi soffrire vuol dire crescere, vuol dire avvicinarsi ad un se
migliore.
E fu così che Tino se ne uscì… cercando nuovi sbagli per i quali
soffrire.
domenica 25 marzo 2001
Pensieri
Non c’è giorno che passi nel quale non commettiamo nemmeno un errore,non
v’è giorno in cui non ci lasciamo sfuggire l’opportunità di imparare dai nostri
errori, non v’è giorno in cui non biasimiamo almeno una volta qualcun altro
perché ha sbagliato, in cui ci siamo accorti di ogni nostro errore, in cui
riusciamo a non proviare rancore per le anime amiche che ci fanno capire che
stiamo sbagliando, non v’è giorno in cui riusciamo ad essere pienamente cio’ che
vorremmo.
Ma non per questo ci arrendiamo alla natura imperfetta dalla quale
le nostre carni derivano, piuttosto è questa imperfezione che crea una tensione,
che è analoga a quella tra due punti di un circuito, dove se c’è tensione c’è
corrente, la corrente che ci attraversa è la vita, se non ci fosse differenza
tra noi e la perfezione, non ci sarebbe vita, quando l’umanità raggiungerà la
perfezione saremo pronti alla noia eterna… che amiamo chiamare morte.
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